• Le opere di Lorenzo Lotto in mostra a Recanati

  • Ai capolavori della collezione permanente – il polittico di San Domenico, la pala della Trasfigurazione, il San Giacomo Maggiore e la celebre e rivoluzionaria Annunciazione, nella quale la Vergine, colta alle spalle, non osa neppure volgere il capo verso l’angelo e con le mani sembra quasi difendersi dall’avventore – durante la mostra “Lorenzo Lotto dialoga con Giacomo Leopardi” saranno affiancate altre significative testimonianze della pittura di Lorenzo Lotto.

    La caduta dei Titani, 1554, in collezione privata, è un’opera che più di altri spiega il temperamento di Lotto, il carattere di un uomo in continua ricerca. È la lotta del bene contro il male. Cristo è il bene che trionfa sul peccato.

    Ne Il ritratto di Ludovico Grazioli, 1551 circa, il pittore veneto ritrae un borghese di circa una cinquantina di anni che mostra la malinconia per il tempo che passa, una sofferenza interiore e forse il turbamento per una malattia che lo preoccupa. Ne Il ritratto di giovane, 1530, è come se Lotto avesse rappresentato il volto di Leopardi: un giovane smagrito, con l’aria di uno che ha un tormento interiore, una sofferenza. Un dipinto che ci parla di malinconia e che  ci mostra il bisogno di confessare, di dire della sua anima. Nel ritratto di Gentiluomo con lettera (Fioravante Avogaro), 1543, troviamo un giovane spavaldo, bello e seduttore, che sembra dialogare con Leopardi così come egli faceva con il suo amico Ranieri.

    In occasione della mostra “Lorenzo Lotto dialoga con Leopardi” che si svolge a Recanati dal 21 dicembre 2017 all’ 8 Aprile 2018, a cura di Vittorio Sgarbi,  iGuzzini ha lavorato a stretto contatto con l’architetto Bruno Mariotti dello studio CH Plus incaricato dell’allestimento della mostra.

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